Difterite in Italia? Un grande rischio

Di seguito l’articolo pubblicato in originale su Notte Con Le Stelle:

Nei giorni scorsi è stato annunciato un nuovo caso di difterite, con immediate polemiche sul rischio di nuovi epidemie. Cerchiamo di fare qualche precisazione importante per capire il reale rischio a cui stiamo andando incontro.

Il caso di difterite

In Italia è tornata la difterite. Così hanno recitato la maggiorparte dei quotidiani italiani, dopo l’annuncio di un caso di difterite. A confermarlo sarebbe stato anche Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha descritto una scenario preoccupante, con un possibile ritorno della malattia in Italia.

Prima precisazione necessaria. Come lo stesso Walter Ricciardi ha sottolineato non stiamo parlando di un vero caso di difterite, ma di un nodulo difterico: significa cioè che il batterio è venuto a contatto con il paziente, ma è stato efficacemente sconfitto dal sistema immunitario. Nessun malato di difterite, quindi.

Tutto tranquillo? Purtroppo no, perché questo significa che il batterio è in circolazione nel nostro Paese e in Europa.

La difterite e il successo dei vaccini

Ma facciamo un passo indietro. La difterite è una malattia infettiva provocata da un batterio che rilascia una tossina in grado di distruggere i tessuti (fonte e dettagli su Epicentro), che colpisce soprattutto i bambini. Si trasmette per contatto diretto con persone infette, ma a volte anche con oggetti contaminati. Il periodo di incubazione è di pochi giorni, mentre i sintomi principali sono mal di gola, problemi respiratori e paralisi dei nervi cranici e periferici.

Il principale strumento per prevenire la malattia è la vaccinazione, disponibile dal 1920. Prima dell’inizio della vaccinazione, infatti, solamente negli Stati Uniti vi erano circa 100.000-200.000 casi di difterite e 13.000-15.000 morti all’anno (fonte e dettagli su VaccinarSì).

difteriteGrazie ai vaccini, i contagi nel mondo sono drasticamente diminuiti, passando da circa 100.000 casi nel 1980 a meno di 5000 nel 2011.

Tuttavia la difterite non è mai stata debellata completamente, a differenza del vaiolo, ed è endemica nei paesi di sviluppo. In Italia, invece, l’ultimo caso risale al 1996.

Nuovi casi e preoccupazioni per il futuro

difterite1Come si spiega questo nuovo “caso” di difterite? Difficile dirlo. Sicuramente un problema sempre più urgente è la diminuzione della copertura vaccinale, a causa di paure, timori spesso frutto di confusione e disinformazione. Tuttavia bisogna anche dire che il vaccino agisce sulla tossina difterica e non sul batterio, motivo per cui anche i vaccinati possono essere “colonizzati” dal batterio. In questo caso, però, si parla di difterite cutanea, forma raramente pericolosa: la tossina o non viene prodotta o è efficacemente contrastata dall’organismo vaccinato. Una bassa copertura vaccinale non protegge dalla difterite respiratoria, quella grave e pericolosa (dettagli su Vaccinar…sì). Recentemente vi erano stati segnali che mostravano una situazione tutt’altro che tranquilla.

Il 28 Maggio 2015, ad esempio, fu segnalato un caso di difterite in Spagna (l’ultimo era stato nel 1983):si trattava di un bambino di 6 anni non vaccinato, che è morto poco dopo. Nel Marzo 2016, un nuovo caso mortale in Belgio, per un bambino di 3 anni non vaccinato. Poco dopo, ad Aprile 2016, addirittura 23 morti, soprattutto bambini, in un paese del Venezuela, tutti non vaccinati. E infine il recente caso di nodulo difterico in Italia.

La situazione quindi è piuttosto rischiosa perché sono tanti i bambini non vaccinati, che quindi non sono protetti da un eventuale contagio del batterio. Questo sta avvenendo non solo per i timori infondati, ma perché si ritiene che la difterite sia un problema del passato, quando purtroppo non è così. Inoltre, essendoci fortunatamente pochissimi casi, quasi nessuno produce più l’antitossina difterica. Questo significa che i contagi possono risultare pericolosissimi e mortali.

In conclusione, la difterite non è ufficialmente tornata in Italia, anche se il batterio non è stato sconfitto e in caso di contagio non saremmo preparati. Dobbiamo invece stare all’erta e continuare le vaccinazioni, per evitare che la difterite (in particolare quella respiratoria) e tante altre malattie ritornino davvero.

@FedeBaglioni88

Federico Baglioni

About Federico Baglioni

Biotecnologo curioso, ho frequentato un Master in giornalismo scientifico a Roma. Sono autore di articoli e libri di divulgazione scientifica, organizzo eventi scientifici e sono fondatore di Italia Unita Per La Scienza e 06Scienza. Mi trovate su YouTube, G+, Facebook e @FedeBaglioni88

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>