Latte animale o vegetale: cos’è meglio?

Di seguito l’articolo pubblicato in originale su Today.it:

Un tempo si conosceva quasi solo il latte vaccino, mentre ora al supermercato si possono trovare varianti di ogni tipo, da quelli ad alta digeribilità o lunga conservazione, fino a prodotti decisamente diversi, che pure vengono chiamati “latte”. Tra questi, molti sono di origine vegetale, come quello di soia, riso e tanti altri ancora. Il dubbio principale, però, è: possano sostituire a livello di nutrienti il “classico” latte di mucca? National Geographic ha fatto il punto in un articolo, per chiarire questo aspetto.

Per farlo partiamo dalla definizione di questo alimento: secondo il regolamento europeo 1308/2013 solo quello ottenuto dalla mungitura può essere etichettato come “latte”, quindi innanzitutto latte di vacca, pecora e capra, che sono i più comuni. Negli ultimi anni però, con l’aumento della varietà sugli scaffali, è stata la Commissione Europea a estendere l’etichettatura anche a mandorla e cocco. Tutti gli altri, devono essere etichettati come “bevande” o “drink”.

Veniamo quindi al lato nutrizionale. Il latte è un alimento ideale per la prima fase di crescita dei cuccioli di mammifero perché è completo e bilanciato. Gli adulti in genere non lo consumano, anche se noi umani lo facciamo da circa 8-10.000 anni. Con l’età, però, di solito non si produce più lattasi, l’enzima che serve a digerire correttamente il lattosio contenuto nel latte, motivo per cui esistono le intolleranze al lattosio. Questo non significa che sia “innaturale” bere latte da adulti, anzi (fonte e dettagli sul blog del chimico Dario Bressanini). Per alcune popolazioni berlo è stato un enorme vantaggio evolutivo, tanto che le intolleranze sono rarissime: ne sono un esempio alcune popolazioni africane, per le quali il latte è un alimento meno contaminato dell’acqua, o quelle nord europee, che grazie ad esso possono assumere il calcio necessario che non possono avere dal Sole (con la luce solare infatti viene prodotta la vitamina D, fondamentale per l’assorbimento del calcio).

Dunque, se il latte è un alimento essenziale soprattutto per i bambini, sarà sostituibile dal latte vegetale? Non proprio. Sicuramente lo si può bere, ma la totale sostituzione del latte di origine animale comporta un’attenta integrazione, che va seguita dal medico.

Questo perché il latte di mucca presenta proteine ad alto “valore biologico”, ovvero gli amminoacidi che l’essere umano non può produrre (amminoacidi essenziali). Le bevande di soia e ancora di più quelle prodotte da cereali ne contengono molto meno. Un discorso simile va fatto per i grassi e il colesterolo, elemento fondamentale in fase di crescita per la produzione di ormoni, che sono molto presenti nel latte animale o poco in quelli vegetali, ad eccezione di quello di cocco. Inoltre i “latti vegetali” hanno un basso apporto di vitamine e zuccheri, a eccezione di quelli a base di riso e avena, dolcissimi e sconsigliati per i diabetici.

In conclusione, il latte vegetale non è propriamente latte (e per questo andrebbe chiamata semplicemente “bevanda”) e ha caratteristiche diverse da quello animale. Per questo motivo, non deve essere sostituito nella dieta dei bambini, mentre può essere ottimo per persone anziane che devono evitare grassi e colesterolo. Infine, essendo più acquose e presentando zuccheri più “semplici”, le bevande vegetali sono indicate per chi non riesce a digerire il lattosio, purché non dimentichi che si sta parlando di un altro prodotto con caratteristiche nutrizionali diverse (fonte e dettagli su Sole24Ore.it).

@FedeBaglioni88

Federico Baglioni

About Federico Baglioni

Biotecnologo curioso, ho frequentato un Master in giornalismo scientifico a Roma. Sono autore di articoli e libri di divulgazione scientifica, organizzo eventi scientifici e sono fondatore di Italia Unita Per La Scienza e 06Scienza. Mi trovate su YouTube, G+, Facebook e @FedeBaglioni88

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