10 bufale (e proteste) animaliste del 2014

Di seguito l’articolo pubblicato in originale su Wired.it:

Strambe proteste, convinzioni errate, bufale scientifiche. A volte, la volontà di difendere il benessere degli animali scivola verso posizioni che non hanno fondamento. Che sia per volontà di dare un’apparenza scientifica al proprio modo di vedere il mondo, o semplicemente per ingenuità, le false notizie fanno il giro dei media e provocano gravi danni al serio dibattito che può esserci sul fronte della sperimentazione animale (che, purtroppo, secondo la scienza è ancora necessaria). Ecco alcuni esempi accaduti nel 2014, che vorremmo lasciarci alle spalle.

1. L’uomo non è onnivoro
Si sente spesso dire da alcuni animalisti che l’uomo sia nato per essere vegetariano/frugivoro, come dimostrerebbero i canini appena accennati, il generico ribrezzo per sangue e cadaveri o il comportamento alimentare degli Orango. In realtà la nostra dentatura è assolutamente compatibile con una dieta onnivora e sono molti i primati che si cibano anche di carne.

2. Partito Animalista Europeo contro Telethon Ogni anno la fondazione Telethon raccoglie fondi per la ricerca sulle malattie rare. L’anno scorso in questo periodo, il presidente del Partito animalista europeo accusò Telethon di non aver raggiunto, nonostante la grande quantità di fondi, alcun risultato nella lotta alle malattie genetiche e, soprattutto, di essersi schierata contro Stamina. La prima è verificabile facilmente direttamente dal sito di Telethon. Per la seconda, crediamo che i pareri della comunità scientifica abbiano già detto a sufficienza.

3. Non siamo topi da 70 chili Una frase celebre usata da molti animalisti per screditare la validità dell’uso di animali (e in particolare topi) nella ricerca scientifica. Le differenze esistono e sono note ai ricercatori, ma fortunatamente tra le due specie vi sono anche tante somiglianze. Si parla infatti di modello, un sistema semplificato utile per riprodurre alcune caratteristiche dell’originale (cioè l’umano), non per sostituirlo completamente.

4. Mailbombing contro squadra di pallavolo e la beneficenza Una partita a Busto Arsizio per raccogliere fondi da destinare a una onlus che si occupa di finanziare la ricerca sulla sindrome di Rett. Un’opera ammirevole, se non fosse per i numerosi boicottaggi  da parte di alcuni attivisti animalisti contro la squadra, colpevole di “finanziare la sperimentazione animale”. La squadra ha poi dovuto annullare l’evento per le continue proteste.

5. Non toccate Rosita, la gallina di Banderas! Lorenzo Croce e l’Aidaa (Associazione in difesa degli animali e dell’ambiente) si scagliano contro la Mulino Bianco per i probabili maltrattamenti di Rosita, la gallina prediletta di Antonio Banderas negli spot dell’azienda di dolcumi. Secondo Croce “la gallina appare innaturale nei movimenti e potrebbe essere per le condizioni di forte stress”. E in effetti la gallina è un robot. Ma la bufala non è finita, perché Lorenzo Croce pare un vero inventore di notizie. Una bufala dentro la bufala, quindi.

6. Il talidomide, la prova che la sperimentazione animale non funziona La tragedia del talidomide, farmaco che assunto in gravidanza provoca malformazioni nei bambini, brucia ancora. E sono tanti che considerano questo episodio una dimostrazione dell’inutilità della sperimentazione animale. In realtà non furono fatti esperimenti su animali gravidi e anche i test sugli umani risultarono positivi.

7. Il cane che cerca di salvare il pesce A prima vista sembra un cane che tenta di salvare un pesce fuor d’acqua, cercando di bagnarlo. Il video ha commosso il web, ma probabilmente quello del cane è un gesto istintivo di molti animali: sotterrare la preda. Nessun eroe, quindi.

8. Peppa Pig: la protesta surreale per un cartone irreale
Peppa Pig, uno dei cartoni per bambini più diffusi, presenterebbe, secondo alcuni animalisti, gli animali in modo non veritiero. Per questo motivo, editori e distributori di film dovrebbero scrivere chiaramente che gli animali “in realtà sono spesso trattati in maniera crudele, […] sterminati con il veleno o sottoposti a sperimentazione scientifica, […] allevati in maniera inaccettabile per essere poi uccisi e mangiati”. Dietro questa proposta assurda ci sono ancora Lorenzo Croce e l’Aidaa.

9. Coi metodi alternativi si può fare a meno degli animali
Un motivo ricorrente tra gli animalisti contrari alla vivisezione (termine fuorviante e sbagliato). I metodi cosiddetti alternativi, come studi al computer o in vitro sono in realtà complementari e rappresentano uno step fondamentale per la ricerca, ma precedente allo studio su animali. Perché studiare gli effetti di un farmaco o testare una nuova protesi non può essere fatto (solo) al computer o su cellule.

10. Animalisti contro Caterina Simonsen
Forse è l’episodio più noto dell’ultimo anno. Caterina è una studentessa universitaria, affetta da quattro malattie rare gravi. A causa del suo sostegno alla sperimentazione animale, ha ricevuto una valanga di insulti e minacce di morte, creando un caso mediatico nazionale. Essendo il suo cognome uguale all’azienda Simonsen Laboratories, c’è pure chi ha pensato che si potesse trattare di una questione di marketing (e interessi). Ovviamente la teoria non ha alcun fondamento.

 

 

 

Federico Baglioni

About Federico Baglioni

Biotecnologo curioso, ho frequentato un Master in giornalismo scientifico a Roma. Sono autore di articoli e libri di divulgazione scientifica, organizzo eventi scientifici e sono fondatore di Italia Unita Per La Scienza e 06Scienza. Mi trovate su YouTube, G+, Facebook e @FedeBaglioni88

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